CAROVILLI – “La questione della soppressione della tratta ferroviaria Sulmona-Carpinone, si trascina ormai da quasi trent’anni. Essa si ripropone ciclicamente, suscitando sempre le proteste delle Amministrazioni locali e di tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Molise Altissimo”. A parlare è il consigliere provinciale d’Isernia, Antonio Conti.
“Non mi stupiscono, perciò, le prese di posizione e le dichiarazioni di esponenti politici che trasversalmente riconoscono il ruolo e l’importanza delle ferrovie per le zone interne, mi inquieta invece il fatto che intervengano solo in queste circostanze e non preventivamente.
Non più di tre anni orsono in occasione dell’ennesima minaccia di soppressione, da Sindaco, portai all’attenzione del Consiglio comunale di Carovilli la riproposizione di una delibera datata 7 novembre 1985 nella quale il Sindaco Giordano Fiocca, nell’intento di scongiurare la chiusura della tratta, esprimeva considerazioni talmente lungimiranti da essere tutt’oggi di estrema attualità.
Di essa riporto solo un passaggio: “… nel momento stesso in cui si sostiene che la ricchezza della zona ed il suo inserimento nel processo di sviluppo e di progresso della società post-industriale e tecnologica si potranno ottenere soltanto con la protezione e l’arricchimento del paesaggio e l’incremento dell’agriturismo, l’ipotesi dello smantellamento della tratta ferroviaria che attraversa la zona non può non suonare contraddittoria e, al limite, assurda e grottesca.
Apparirebbe, infatti, una maggiore illusione il decollo della zona se non si provvedesse, nel contempo, a ristrutturare e razionalizzare i mezzi di trasporto in modo che consentano ai turisti di fruire, in tutte le stagioni, della floridezza dell’agriturismo e dell’incanto del paesaggio, alimentando, appunto, con la loro presenza, quella potenziale fonte di ricchezza altrimenti destinata ad inaridirsi fino al suo totale essiccamento”.
Purtroppo, quanto allora paventato rischia di divenire realtà e l’intero Alto Molise rischia di trasformarsi definitivamente in un ramo secco della società molisana e nazionale. Oggi le condizioni appare di gran lunga peggiorata. Credo di poter affermare che da anni ormai si sta mettendo in atto, da parte di Trenitalia, un piano subdolo portato avanti con cinica determinazione nel creare sistematicamente condizioni di disagio per i malcapitati viaggiatori. In pratica, mentre il futuro di tutte le aziende che possano definirsi tali, pubbliche o private che siano, basano la loro attività sulla fidelizzazione della propria clientela offrendo perciò prodotti e servizi soddisfacenti, da anni ormai Trenitalia basa l’attività sulla de-fidelizzazione e sull’erosione dell’immagine aziendale.
In che modo?
Con la soppressione improvvisa delle corse, impedendo comode coincidenze dei treni, permettendo il degrado del patrimonio edilizio cosiddetto non strumentale e persino murando le porte dei cessi delle stazioni. Insomma, utilizzando tutti i mezzi per scoraggiare gli utenti e per raggiungere l’obiettivo della chiusura, possibilmente nell’indifferenza generale.
Quanto dichiarato dall’Assessore Velardi, dunque, non per sua colpa, non è affatto rassicurante perché la “dichiarata indisponibilità di mezzi soggetti a manutenzione straordinaria”, alla luce di quanto sopra, non è da considerasi come episodica e casuale ma, più verosimilmente, come ulteriore strumento per raggiungere l’obiettivo finale.
Al di là delle considerazioni fatte in questi giorni e che accomunano la possibile soppressione della tratta ferroviaria ad altri tagli che preludono al definitivo tramonto delle zone interne, credo sia giunto il momento per la Regione Molise di dire in modo chiaro, una volta per tutte, se intende continuare a concorrere allo scempio che si sta consumando di quello che fu uno splendido presidio dello Stato, di incomparabile valore e di inusitata efficienza e che ha assicurato negli anni, senza sprechi, il diritto alla mobilità ad intere popolazioni e con esso anche il diritto allo studio di intere generazioni.
Per restare nel concreto, se la Regione Molise, come credo, vorrà dare un segnale alle popolazioni interessate, valuti la proposta del mio Presidente Mazzuto che deriva da quanto deliberato in consiglio provinciale e da incontri che il sottoscritto insieme all’Ass. Di Lucente hanno avuto con il partenariato del sistema turistico di Castel di Sangro.
Dando per certa la disponibilità di Ferrovie Sangritana a gestire la tratta in questione, più volte formalizzata presso la Regione Molise, se quest’ultima vorrà dare, come sono certo, un segno di interessamento, inizi a censurare l’atteggiamento di Trenitalia che, mentre per continuare ad incamerare il contributo regionale si oppone alla cessione della tratta, allo stesso tempo non assicura un servizio efficiente su rotaia, privilegiando il trasporto sostitutivo su gomma.
Dalla Provincia di Isernia per collaborare con la Regione, potremmo predisporre, in tempi brevi, un calendario di incontri per concordare e coordinare con la Provincia de l’Aquila, gli Enti Locali e tutte le Istituzioni Abruzzesi e Molisane le azioni che si riterrà opportuno intraprendere”.



