CASTEL DI SANGRO – Grazie ad una nuova tecnologia applicata alla radio le emergenze di protezione civile saranno più facilmente gestibili. 
E certamente grazie alla grande professionalità e abnegazione degli operatori del settore, figure fondamentali per la macchina dei soccorsi italiana , oggi considerata una tra le più efficienti al mondo. E’ il caso dei volontari del Gruppo di Protezione Civile dei Volontari del C.I.S.A.R. Abruzzo (Centro Italiano Sperimentazione Attività Radioamatoriali) , sempre in prima linea e ininterrottamente pronti ad intervenire nelle circostanze più disparate.
La forza di questi proseliti di Guglielmo Marconi sta nell’approfondita conoscenza delle tecnologie radiantistiche che attraverso nuove e continue ricerche sui sistemi radio riescono ad ottimizzare la qualità dell’operatività nelle comunicazioni.
L’ultimo importante aggiornamento, svoltosi a Piacenza nello scorso weekend, li ha visti presenziare per approfondire il sofisticato “sistema Pactor”: Marcello (IW6NQW), Salvo (IZ6NQF) e Gennaro (IZ6CSU), solo alcuni degli angeli invisibili dell’etere abruzzese.
Cos’è e come funziona il sistema “Pactor”?
Risponde, il presidente del gruppo Marcello Alviani: “Il pactor non è altro che una evoluzione del vecchio “Packet Radio” ed il sistema “Amtor”, entrambi in uso circa venti anni fa. Il primo era un sistema che operava esclusivamente in VHF: la trasmissione consentiva collegamenti in portata ottica o attraverso “digipiter”. Tecnologie straordinarie per l’epoca, ma eccessivamente lente per i bisogni odierni.
Il “Pactor”, derivante dalla tecnologia in uso alle Forze Armate, oltre a trasmettere e ricevere sia in VHF che in UHF, opera in maniera eccellente anche in banda HF.
Il sistema permette di mandare messaggi, mail, elettrocardiogrammi, richieste di soccorso e quant’altro nelle peggiori e catastrofiche situazioni di emergenza: quando tutti gli altri sistemi di comunicazione tradizionale non funzionano. In mezzo all’oceano dove le radio tradizionali non hanno segnale e dove il telefono satellitare non ha campo, un apparato HF, ed un modem PACTOR (alimentabili entrambi con batterie) bastano ad effettuare un collegamento con una delle centinaia di postazioni simili sparse per il mondo al fine di trasferire una chiamata d’emergenza o S.O.S: sulla rete internet.
Risultato: Il messaggio passerà immediatamente su uno dei quattro server installati nel globo, gli stessi trasferiranno il messaggio su un altro server il quale, a sua volta, smisterà la chiamata al destinatario. Dunque, in ogni caso e dovunque, sarà possibile trasmettere o ricevere una comunicazione d’emergenza: sia in assenza di elettricità che di segnale telefonico, satellitare o di altre applicazioni”.
Immaginando lo scenario in un luogo montuoso, l’esito sarà identico: “Una volta arrivati sul posto si aprono le valige, si tira fuori il rack con le apparecchiature, si installa l’antenna ed il collegamento è pronto”, conclude Alviani.
E i radioamatori altosangrini, coordinati dal CISAR Abruzzo, sono perfettamente in grado di operare efficacemente ed in pochissimi minuti dal momento in cui si verifica qualsiasi emergenza.



