AGNONE – In questi giorni si stanno giocando le sorti definitive della sanità molisana. La Diocesi di Trivento ha messo tutta se stessa in questa battaglia, e ora tenta un ultimo grido di aiuto, con la fiaccolata promossa dal vescovo mons. Scotti, silenziosa ed apartitica.
Le polemiche non si placano: chi ci sarà e chi non ci sarà, per protesta contro quello che non è stato fatto o anche solo per disperazione.
E’ don Francesco Martino, il Cappellano Ospedaliero, a rivolgere un invito di concordia ed unità a tutti i cittadini, in nome di un territorio che deve continuare a farsi sentire, che non può arrendersi, perché non gli resterebbe altra prospettiva che l’emarginazione, prima della fine:
“E’ importantissimo scendere in piazza e manifestare, perché il non farlo costituirebbe l’ultimo tradimento alla nostra gente e al nostro territorio, anche perché una riforma così epocale dei servizi – che equivale alla fine e alla morte certa della nostra Diocesi – non può passare sotto silenzio, ed anche perché le decisioni finali non sono state ancora di fatto attuate: è necessario sperare contro ogni speranza, vincere l’ignavia, la rassegnazione, l’abbattimento e far vedere a tutti che ci siamo ancora, non siamo morti: che il popolo della montagna è ancora qui, non si è arreso, che ha una sua dignità e una sua fierezza anche nel momento della difficoltà: perché è un popolo che si spezza, ma non si piega a scelte e logiche illogiche, che tradiscono cinquanta anni di storia repubblicana e i principi democratici della nostra costituzione”.



